"Da Tito, il Ferramenta" di Strada in Casentino, rivolgendovi a Daniele Gerini potrete avere informazioni e prenotare una prova con la Voyager, vela dalle prestazioni eccellenti sia per il paramotore che per il volo libero; maneggevole, divertente stabile e sicura adatta quindi anche ai meno esperti. Saranno a disposizione anche i paramotori rifiniti in ogni dettaglio, gli accessori, i caschi con cuffie e microfono, e tanto altro ancora.

 

 

 

 

 

 

 

 
Nata per il volo col paramotore e il paracarrello, la nuova vela Voyager offre eccellenti prestazioni anche in volo libero. Progettata e certificata in Germania.........
Testo di Enzo Boschi ‘Articolo publicato su Volare Sport del Luglio 2002’


E’ possibile usare un parapendio per il Volo Libero anche con il motore? Che cosa occorre per trasformare una vela da ‘Libero’ in una per il volo motorizzato? Tre sono le cose fondamentali: i cordini rinforzati, un'estrema facilità di gonfiaggio e decollo, e una grande maneggevolezza.

Inoltre, buone doti di 'penetrazione' aerodinamica sono sempre gradite. Per molto tempo i costruttori hanno adattato le vele al paramotore, ma ora è disponibile un modello progettato per il volo motorizzato che va bene anche per il Volo libero.





In questa foto il Voyager ripreso durante il volo motorizzato. Sono evidenti i 46 cassoni di cui è dotata la vela e la sua notevole ‘campanatura’.

VOYAGER IN PARAMOTORE


Uno scatto realizzato durante la fase di gonfiaggio della vela, risultato essere facile e senza la tendenza a oltrepassare la verticale del pilota.

Voyager viene prodotto in 4 taglie: i modelli 140, 160, e il biposto 250, tutte certificate dalla DHV e dalla Federazione volo motorizzato DULV; le cifre indicano il carico massimo a cui la vela è certificata per il volo in paramotore. Oggetto della nostra prova è il Voyager 140.

Le bretelle hanno un design speciale, in quanto consentono un doppio aggancio: quello superiore è per l'uso in paramotore, mentre il più basso deve essere utilizzato per il Volo libero.

La bretella posteriore (D) è dotata di due carrucole per il freno: una posizionata più in alto, per il volo libero, l'altra più in basso per il volo motorizzato. L'aggancio per il paramotore risulta un po' duro da inserire nel moschettone a causa dello spessore delle cinghie, ma il sistema dà comunque una sensazione di grande robustezza.

Il gonfiaggio della vela risulta veramente facile anche senza vento: non c'è bisogno di dare forti strattoni, la calotta sale sulla verticale del pilota senza incertezze, e la cosa rilevante è che anche con una brezza di 5 km/h rimane gonfia sulla verticale, dando il tempo al pilota di fare le eventuali correzioni mentre inizia la corsa di decollo.

Pure il gonfiaggio rovescio risulta facile, e anche senza l'utilizzo delle bretelle anteriori la vela sale compatta. Non abbiamo riscontrato alcuna tendenza al superamento del pilota.



Qui sopra il particolare del rinforzo interno delle centine a ‘V’ interne alle celle.



Gli agganci del Voyager con lo schema dettagliato.

Il decollo è fluido e avviene in pochi passi grazie anche all'utilizzo dei trim, che consigliamo di tenere completamente tirati per consentire il decollo a bassa velocità. In volo la prima sensazione riscontrata è la poca sensibilità all'effetto coppia del paramotore; addio quindi a quella fastidiosa virata durante il decollo e il volo.

Con l'utilizzo dei trim, molto facili da azionare, si può annullare completamente l'effetto coppia durante il volo lineare. Un'altra caratteristica piacevole è poi la possibilità di lasciare e riprendere i freni con facilità grazie alla posizione più bassa della carrucola del freno.

Durante il pilotaggio la trazione dei comandi è morbida, e si indurisce poi progressivamente durante la virata, che tuttavia risulta piacevole e precisa: la vela va dove vogliamo, e anche dopo manovre accentuate il ritorno all'assetto lineare è immediato, senza innescare pendolate da correggere.

Ottimo il grande range di velocità dovuto all'utilizzo simultaneo di trim e acceleratore, che permette al Voyager di raggiungere velocità massime confrontabili con vele di categoria superiore.

E' chiaro che con pesi diversi, in rapporto alla taglia della vela la velocità cambia considerevolmente. Ricordiamo che queste vele supportano un esteso range di peso, permettendo un'ampia scelta da parte del pilota. La taglia media caricata al massimo con trim e acceleratore supera tranquillamente i 55 km/h.

E con un carico che si colloca alla metà dell'escursione del peso, con il trim inattivo superano i 45 km/h. La vela dìspone inoltre di una bretella per chiudere le estremità alari (orecchie), ed effettuare questa manovra è semplice viste le corte bretelle in configurazione di volo a motore.


Qui sopra la pedalina dell'accelleratore, dotata di un cavetto in acciaio.

VOYAGER IN VOLO LIBERO


Ottimo profilo ed una buona pulizia dell'intradosso segno di ottima manifattura.

Questo è dunque il primo parapendio appositamente progettato per un doppio utilizzo come intermedio basico: 46 cassoni; 5 di allungamento (a piatto) che diventa 4,15 proiettato. Si tratta quindi di una vela piuttosto ‘campanata’, e il fascio funicolare è stato rinforzato per ottenere l'omologazione con carico maggiorato.

Possiamo quindi aspettarci una vela tranquilla e user friendly. E in effetti il comportamento in volo senza acceleratore è eccellente, la vela è stabile e ben ammortizzata sugli assi: la stessa DHV gli ha assegnato la classe 1 in tutte le manovre, mentre solo con l'uso dell'acceleratore diventa DHV 1-2.

Il controllo dei cordini è abbastanza semplice, mentre la presenza del trim e del doppio aggancio lascia un attimo perplesso il pilota di Volo libero: è molto importante fissare l'occhiello del trim dentro al moschettone di aggancio insieme a tutta la bretella, in modo che non sia possibile azionarlo in volo.

Ciò perché la vela è omologata col trim fissato. Ma bastano pochi voli e ci si fa l'occhio, e il fissaggio delle bretelle diventa rapido e intuitivo. Il gonfiaggio è uno dei migliori di tutte le vele che abbiamo provato: non per niente questo modello è stato scelto per l'uso motorizzato.

L'escursione dei comandi è piuttosto ampia e si può rallentare la velocità fino a circa 21-22 km/h, con un carico alare di 3,44 kg/M2. All'estremo opposto della gamma di velocità, con tutto l'acceleratore premuto, siamo arrivati a 45 km/h con la vela ancora molto stabile e una leggera vibrazione sulle bretelle anteriori.

Sicuramente con l'uso dei trim è possibile raggiungere velocità più alte, ma questa tecnica in Volo libero richiederebbe una nuova certificazione, che difficilmente sarebbe ancora DHV 1-2.



Le prestazioni sono buone: l'efficienza è molto vicina a 8 e il tasso di caduta si aggira intorno a un metro al secondo o poco più. In virata Voyager riesce a girare molto piatto mantenendo un ottimo rateo di discesa, ma ovviamente il raggio di curva è ampio. Per 'stringerlo', nessun problema: basta abbassare a fondo il comando interno e la vela entra in rollio molto rapidamente.

Il cavetto che collega il freno allo stabilo entra in funzione abbastanza presto, e questo ha un duplice effetto: l'indurimento deciso del freno, che può essere utile per avvertire il principiante che è stato raggiunto un preciso angolo di rollio e un'ulteriore inclinazione della vela che entra cosi anche nelle termiche più strette.

Col pettorale dell'imbrago regolato a 42 CM, lo spostamento del peso facilita ulteriormente l'entrata nelle ascendenze e il mantenimento del raggio di virata. Non c'è bisogno di modulare con il comando esterno, ma se siete abituati cosi, la vela sopporterà anche questo stile di pilotaggio, avendo un buon coordinamento rollio-imbardata.

Nelle chiusure asimmetriche la vela cambia appena direzione e lo spostamento del peso è sufficiente per mantenere la rotta, mentre con l'acceleratore inserito si può arrivare anche oltre i 90° di cambio di direzione, ma ci vuole una certa quantità di freno esterno.

Le orecchie non pongono problemi: l'apposita bretellina si individua facilmente e l'esecuzione è semplice. La riapertura non è velocissima, ma con un minimo di freno tutto è risolto.

L'ingresso in spirale è facile, senza la tendenza a entrare in vite piatta. Confortevole anche l'uscita: basta rilasciare il comando e la vela torna alla normale configurazione di volo dopo una modesta pendolata.

In conclusione Voyager è un ottimo intermedio basico per Volo libero che, proprio per le sue caratteristiche di semplicità e sicurezza, è stato scelto per l'uso motorizzato. Buone finiture, ottimi materiali e una certificazione 'bassa' ne fanno una vela facilmente rivendibile anche tra un paio d'anni. Infine, un ringraziamento a Ugo Matricardi, che ha collaborato per la prova in paramotore.

Dati Tecnici  
Modello VOYAGER 140 VOYAGER 160 VOYAGER 250  
Superfice 29,5 mq 32,5 mq 34,7 mq  
Superf. proiettata 25,1 mq 27,4 mq 29,4 mq  
Apertura alare 12,1 12,8 13,3  
Apert. proiettata 9,8 10,6 11,1  
Allungamento 5,0 5,0 5,1  
Allung. proiettat 4.15 4.15 ----  
Cassoni 46 46 48  
Peso in volo 80-105 kg 90-125 kg 105-170 kg  
Peso per paramotore. 80-140 kg 90-160 kg 105-250 kg  
Omologazione DHV 1-2 DHV 1-2 DHV 1-2  
 
Dati Volo  
Carico alare 3,44      
Veloc. min ** 22 km/h      
Vel. trim ** 36 km/h      
Veloc. max accellerata ** 45 km/h      
Veloc. max 48 km/h      
Efficienza 7,8      
Tessuto vela Perseverance      
Bretelle + cordini 4: A3 - B4 - C3 - D3  
Prezzo in Euro ----      
 
** Prestazioni rilevate durante la prova effettuata dalla rivista VOLARE SPORT
COLORI = ROSSO - GIALLO - BLU - BIANCO